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La caccia illegale
L'abilità
dell'uomo nel distuggere la natura e gli animali è dimostrata in
moltissimi esempi, uno fra tutti, lo sterminio del Great Auk, il primo uccello a cui fu dato il nome pinguino.
Diversamente
dal pinguino che oggi conosciamo, il grande Auk viveva nell'emisfero
nord.
Poiché
non sapeva volare, era facile preda da parte dei marinai, che
lo catturavano come fonte alimentare. Così il Great Auk fu
portato all'estinzione durante
il 19° secolo. Il pinguino dell'emisfero sud, ha pure lui
sofferto le mani dei primi marinai.
Infatti, prima
che il petrolio fosse disponibile, la luce era fatta con le candele o
l'olio per lampade. L'olio per le lampade era ricavato dal grasso delle
balene, e
nell'oceano del sud era facile trovare un gran numero di balene e
quindi di baleniere, navi fatte apposta per la caccia a questi grossi
mammiferi.
Balene, foche e pinguini, hanno uno strato sub-cuticolare di grasso
che li protegge dal freddo. A causa del loro alto contenuto di
grasso, i pinguini bruciano bene, e spesso erano usati per accendere
il fuoco sotto ai contenitori dove veniva sciolto il grasso di balena.
I
pinguini erano buttati dentro il fuoco, spesso ancora vivi (!?!?) come
fossero tronchi di legna da ardere!
Il
rapido sviluppo di prodotti a base di petrolio, mise fine alla
domanda per olio di balena, anche se la caccia alle balene per il
cibo è continata fino ad oggi. Perfino adesso che l'oceano del
sud è stato dichiarato santuario delle balene, paesi come
Giappone e Norvegia ed ultimamente anche l' Islanda, continuano ad
ignorare gli accordi internazionali
che proibiscono la caccia alle balene. Fortunatamente i pinguini non
sono più sterminati in grande numero per l'olio, ma purtroppo,in
alcune aree, vengono ancora uccisi per cibo o per farne esche per pesci.
Ad esempio, in
Perù il pinguino di Humboldt è spesso ucciso
illegalmente per farne del cibo o esca per pesci. Lungo le coste
del sud del Cile, i
pescatori uccidono i
Pinguini di Magellano per usarli come
esche. In molte aree i pinguini sono catturati in nidi trappola
collocati dai pescatori ed i luoghi di riproduzione sono troppo spesso
disturbati
dalla cattura illegale di uova per cibo.
La pesca
selvaggia
Tra
gli uccelli dell'emisfero australe, i pinguini rappresentano il
predatore di specie ittiche per eccellenza. L'intera popolazione di
tutti i
pinguini esistenti, consumano ogni anno circa 20~25 milioni di
tonnelate di pesce,
calamari e crostacei. Per confronto, la peca commerciale
mondiale, rimuove circa 70 milioni di tonnelate di pesce ogni
anno.
Poichè i pinguini vivono in gruppi molto numerosi, concentrati
in
particolari luoghi, e poiché il loro raggio di azione
giornaliero è
di circa 50 km, c'è una considerevole competizione locale per
il cibo. Le capacità riproduttive di una colonia, si basano
quindi sulla ricchezza di un' area caratterizzata da un' alta
produzione di specie ittiche, almeno entro il loro raggio
di azione giornaliero. Questo cibo è necessario per sostenere ed
allevare i pulcini. Ogni significativa
riduzione di cibo all'interno della loro zona, produce disastrosi
effetti sulla capacità di allevare i pulcini.
Questo
fa si che le aree particolarmente indicate per la pesca, sono anche le
aree con la più alta produzione di nutrimento per i pinguini.
Questa situazione
è
esacerbata quando la pesca commerciale ha luogo appena prima o
durante la stagione della riproduzione, come accade correntemente
nelle isole Falklands. Ogni riduzione di prede in
tutte queste importanti aree di caccia, nel momento in cui i pinguini
non sono in grado di cacciare piu lontano, e quando del cibo extra
è richiesto per allevare i pulcini, può seriamente
ridurre il
tasso di sopravvivenza dei piccoli. Mentre i pescatori commerciali
sono generalmente riluttanti a ridurre le attivita nell' interesse di
preservare la vita degli animali selvatici, in alcuni casi,
regolamentare le attivita o stabilire zone di esclusione attorno alle
zone di riproduzione, può essere di enorme beneficio per la
vita animale, senza provocare sensibili danni economici.
Il petrolio
E'
stimato che 40.000 pinguini di magellano muoiono ogni anno lungo
le coste dell'argentina, a causa dell'inquinamento da petrolio. Questo
petrolio generalmente viene dalle deliberate e quotidiane azioni di
scarico, come
la svuotatura dei serbatoi da acqua di mare usata come zavorra,
piuttosto che da eventi accidentali come grossi incidenti. La
popolazione di pinguini
africani, è stata devastata dall'inquinamento da petrolio,
proveniente sia da operazioni di scarico sia da svariati incidenti di
navi, in navigazione lungo le coste del Sud Africa. Nel Gennaio 2001,
una petroliera
ha rischiato di causare il più grande e drammatico disastro
ambientale nelle isole Galapagos, dove vive il raro pinguino delle
galapagos, la specie più a rischio di estinzione.
Poichè
le petroliere sono progettate per funzionare quando sono a pieno
carico di petrolio, quelle che tornano per un'altro carico,
devono riempire i serbatoi con acqua di mare, che fa da zavorra.
Questa acqua oliosa dovrebbe essere scaricata al terminale prima di
caricare sopra nuovo petrolio, e questo per prevenire che il petrolio
venga
scaricato in mare. Purtroppo, molto spesso questa pratica viene
ignorata. Poiché rispettare le regole
richiede tempo per pompare acqua inquinata dalla petroliera al
terminale,
l'acqua oliosa è spesso scaricata direttamente nell'oceano,
poche
miglia prima del terminale.
La conseguenze di questa cattiva pratica può essere la
devastazione della vita animale, ma obbligare ad una migliore
abitudine, è pressoché impossibile, perfino per i governi
più sensibili ai problemi ambientali.
Le
petroliere, sono registrate non nel paese dove sono costruite o da
dove salpano, ma ma tramite i paesi nel quale è registrato
l'armatore. Non sorprende che le petroliere spesso sono registrate
sotto paesi con scarse normative sulla sicurezza e con regole sulla
salvaguardia ambientale assai discutibili come Panama, che possono
così operare al di la della legge. Non solo scaricano
pertolio senza paura
di essere perseguitate, ma spesso le stesse petroliere subiscono una
scarsa manutenzione e con equipaggi che sono inesperti durante le
procedure di emergenza.
Adeguate
misure di sicurezza devono essere prese per assicurare che i più
alti standard di protezione ambintale siano presi, per ridurre sia le
operazione di scarico sia per prevenire incidenti. Il problema bugia
sta nel fatto che i governi spesso dichiarano che stanno facendo
qualcosa, fintanto che qualche incidente prova il contrario. Seguendo
le maggiori perdite attorno al mondo, gli esperti spesso dichiarono
di identificare le ragioni dietro agli incidenti, e fanno cambiamenti
alle regole per assicurare che gli incidenti non possano più
succedere. Mentre queste misure dovrebbero esere lodate, permettono
per copiacenza che i disastri risuccedano di nuovo.
Gli
incidenti di navi sono come gli incidenti di auto: a dispetto di
continui provvedimenti per evitarli, essi inevitabilmente accadono.
E' perciò essenziale avere un adeguato piano contingente da
elargire in casi di emergenza e piani che possono essere effettivi in
tutte le condizioni ambientali. Molti incidenti capitano in acque
mosse, così i piani di emergenza devono essere usufruibili
anche in determinate condizioni. E' stupefacente come molti piani di
salvataggio non possano essere messi in atto se il tempo è
cattivo.
I
Pinguini sono tra gli uccelli marini, i più sensibili
all'inquinamento. Non essendo capaci ci volare e dovendo regolarmente
affiorare in superficie per respirare, non posono evitare di essere
contaminati dal petrolio nelle loro vicinanze, perfino quando sono in
oceano aperto. In più, la loro linea di vista è al
livello del mare, per cui non sono in grado di avvistare il petrolio
che
hanno sopra, fintanto che non sia troppo tardi.
I
pinguini colpiti dalle operazioni di scarico della zavorra perdono il
loro strato protettivo di grasso presente sulle piume e vanno incontro
a morte per assideramento. L'attenzione internazionale è
puntata solo verso i maggiori disastri, quando gli uccelli vengono
colpiti in numero elevato, ma in realtà la mortalità
giornaliera di pinguini colpiti in piccola scala supera
complessivamente quella dovuta a grossi disastri.
Animali
fortunati?
I
pinguini che sono stati salvati e puliti, hanno mostrato di avere un
alto tasso di sopravvivenza
rispetto ad altri uccelli marini. Il grasso di protezione delle penne
viene danneggiato e viene meno la capacità isolante data dal
piumaggio, comunque i pinguini hanno uno starto subcuticolare di
deposito di grasso che li aiuta in qualche modo a prevenire
l'ipotermia. In più
i pinguini sono molto più tolleranti al maneggio da parte
dell'uomo rispetto a tanti altri uccelli, e sono anche molto
socevoli, il che permette loro di poter essere ricoverati in grande
numero senza causare eccessivo stress.
La distruzione
dei loro habitat
Molte attività umane sono complici di mettere in
pericolo
le popolazioni di pinguini. In Perù e nel nord del Cile, il
clima è così caldo e secco che gli uccelli accumulano i
loro escrementi per svariati metri di spessore. Questo deposito di
guano risulta il solo substrato utile per costruire il nido in molti
siti di riproduzione. L'estrazione del guano per usi come fertilizzante
lasciano i
pinguini di Humboldt senza niente dove poter fare il nido,
distruggendo aree sensibili dove i pinguini possono riprodursi.
I predatori non
nativi introdotti dall'uomo
Anche l'introduzine
di predatori non nativi, può creare problemi in alcune zone. La
maggior parte dei pinguini vive nele isole dove non esistevano
predatori mammiferi nativi. Purtroppo in alcune aree l'uomo ha
introdotto
cani, gatti, e topi che hanno decimato la fauna selvatica autoctona.
Su alcune isole come le Hawaii, topi, e gatti introdotti attraverso
l'uomo, hanno ucciso molte specie di uccelli che una volta
esistevano. Fortunatamente i pinguini sono troppo grossi per essere
cacciati da ratti e gatti, ma in Perù, nord del Cile e
Galapagos, i cani selvatici uccidono i pinguini e rappresentano un
serio pericolo per i siti dove essi nidificano.
I disturbi
causati dall'attività dell'uomo
I
luoghi di riproduzione dei pinguini sono pure messi in pericolo dalle
normali attività umane. Il Piccolo Pinguino Blù
in Australia è messo in pericolo dalla navigazione marittima. In
generale comunque, i pinguini sono molto tolleranti per la presenza
umana. Studi effettuati in alcune aree affette da turismo, sono
incoraggianti e mostrano che operazioni turistiche intelligenti,
possono operare senza causare grossi problemi alle popolazioni di
pinguini.
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